Bando-tipo nazionale per i balneari: la bozza del MIT, concessioni fino a 20 anni e cosa cambia per le spiagge Bandiera Blu
Il 30 settembre 2026 il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha presentato alla Conferenza Unificata la bozza del bando-tipo nazionale per le concessioni demaniali marittime a uso turistico-ricreativo, il documento che dovrà guidare Regioni e Comuni nell'assegnazione degli stabilimenti balneari con procedure uniformi su tutto il territorio. Il testo, riportato da ANSA, Avvenire e RiminiToday, è ancora una bozza soggetta a modifiche prima dell'adozione definitiva, ma fissa già i punti cardine della riforma: durata delle concessioni da 5 a 20 anni, criteri di gara basati sulla qualità del progetto più che sul prezzo, indennizzi per chi lascia la gestione e un termine ultimo per l'avvio delle procedure. Per i gestori e i Comuni Bandiera Blu, che dovranno applicare queste regole sulle proprie spiagge, è il primo testo tecnico concreto su cui iniziare a ragionare.
Un bando-tipo nazionale, non ancora definitivo
Il documento diffuso dal MIT non è un regolamento già in vigore, ma uno schema di bando-tipo presentato alla Conferenza Unificata, il tavolo di confronto tra Stato, Regioni, Province e Comuni. Significa che il testo è "ancora passibile di aggiustamenti", come segnalato dalla stessa ANSA: prima di diventare operativo dovrà passare attraverso il confronto istituzionale con gli enti territoriali, che potranno proporre modifiche. L'obiettivo dichiarato è garantire condizioni omogenee per l'assegnazione delle concessioni del demanio marittimo, superando la frammentazione delle regole che negli anni ha prodotto bandi diversi da Comune a Comune. Per gli operatori balneari e gli uffici tecnici comunali, questo vuol dire che il testo va seguito nella sua evoluzione: la versione definitiva potrebbe discostarsi, anche se non radicalmente, da quella circolata a fine settembre.
Durata delle concessioni: da 5 a 20 anni, con scadenza al 30 giugno 2027
Il punto più commentato della bozza riguarda la durata dei nuovi titoli concessori, fissata in una forbice tra 5 e 20 anni, da determinare caso per caso in base a criteri che il bando-tipo dovrà precisare (entità degli investimenti richiesti, tipologia di struttura, caratteristiche del tratto di costa). Sul fronte delle tempistiche, la bozza stabilisce che i bandi vadano pubblicati almeno sei mesi prima della scadenza dei titoli attualmente in essere, e che in ogni caso le nuove gare debbano essere avviate entro il 30 giugno 2027. Una clausola di continuità garantisce che le concessioni in corso restino efficaci fino al subentro effettivo del nuovo gestore, evitando vuoti di gestione nella stagione balneare. Per i Comuni, questo significa pianificare per tempo i bandi sulle spiagge in concessione, incluse quelle gestite in prossimità di tratti di costa certificati Bandiera Blu.
Come si vincerà la gara: qualità del progetto prima del prezzo
Il criterio di aggiudicazione scelto dal MIT è quello dell'offerta economicamente più vantaggiosa, individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo: non prevale quindi chi offre di più, ma chi presenta il progetto tecnico migliore. Secondo quanto riportato dalla stampa che ha analizzato la bozza, la componente economica non potrà pesare più del 10% del punteggio massimo assegnato all'offerta tecnica, mentre il resto della valutazione si concentra su elementi come qualità architettonica e funzionale della struttura, sostenibilità ambientale ed economia circolare, e accessibilità universale per persone con disabilità. Sono previsti inoltre limiti alla concentrazione delle licenze: non potrà partecipare a una gara chi gestisce già il numero massimo di lotti previsto per quella tipologia di stabilimento, una misura pensata per contenere l'eccessiva concentrazione delle concessioni nelle mani di pochi operatori.
Indennizzi per il gestore uscente
Chi perde la concessione al termine di una gara non resta a mani vuote: la bozza prevede un indennizzo calcolato sul valore degli investimenti effettuati e non ancora ammortizzati, al netto di eventuali aiuti pubblici già ricevuti, più una componente di equa remunerazione sugli investimenti realizzati negli ultimi cinque anni di gestione. L'importo dovrà essere determinato tramite una perizia asseverata, acquisita dall'ente concedente prima dell'avvio della gara stessa, così che i partecipanti conoscano in anticipo l'onere economico legato al subentro. È una tutela pensata per chi ha investito nella struttura durante l'ultima concessione e si ritrova a dover lasciare la gestione a un nuovo assegnatario.
Cosa cambia per i Comuni e le spiagge Bandiera Blu
Per i Comuni costieri, inclusi quelli che ogni anno concorrono per la Bandiera Blu, il bando-tipo nazionale sposta parte del lavoro sulla pianificazione territoriale: Regioni e Comuni restano competenti nella ridefinizione dei lotti e nel coordinamento tramite i propri strumenti urbanistici di gestione del demanio (i piani di utilizzazione delle aree demaniali), ma dovranno farlo dentro una cornice di regole uniformi dettata dal MIT, anziché redigere bandi autonomi come accaduto finora. Le verifiche biennali obbligatorie sulla realizzazione degli investimenti promessi in gara introducono inoltre un controllo nel tempo sulla qualità effettiva delle strutture, un elemento che si intreccia con i criteri ambientali e di accessibilità già richiesti dal programma Bandiera Blu per l'assegnazione del riconoscimento. Resta da vedere come il testo definitivo tratterà nel dettaglio le spiagge libere attrezzate, aspetto che la bozza circolata a fine settembre non sviluppa in modo specifico e che potrebbe essere oggetto di integrazioni nel confronto con Regioni e Comuni.
Domande frequenti
Il bando-tipo del MIT è già in vigore?
No. Al 30 settembre 2026 si tratta di una bozza presentata alla Conferenza Unificata, quindi ancora soggetta a modifiche nel confronto con Regioni e Comuni prima dell'adozione definitiva.
Quanto dureranno le nuove concessioni balneari?
Secondo la bozza, da un minimo di 5 a un massimo di 20 anni, con criteri di determinazione che il testo definitivo dovrà precisare caso per caso.
Entro quando devono partire le nuove gare?
I bandi vanno pubblicati almeno sei mesi prima della scadenza delle concessioni attuali, e in ogni caso le procedure devono essere avviate entro il 30 giugno 2027; fino al subentro del nuovo gestore, le concessioni in corso restano efficaci.
Fonti: elenco Bandiere Blu 2026 (FEE) · Ministero del Turismo · © OpenStreetMap contributors (ODbL). Dati a titolo indicativo, verificare sempre le informazioni ufficiali prima della visita.